Skip to content

Poche ore a Como: sali a Brunate, guarda, mangia, riscendi

Capita spesso: un pomeriggio libero fra un treno e l’altro, una tappa di mezza giornata dentro un viaggio più grande, una domenica che comincia tardi. La buona notizia è che la parte migliore di questa zona non è distribuita su cinquanta chilometri di lago: sta impilata in verticale sopra la città, e la si fa in mezza giornata senza correre. Il verbo giusto è quattro volte: sali, guarda, mangia, riscendi.

Prima di salire: dieci minuti sull’acqua

Se hai davvero poco tempo, il lungolago si fa in dieci minuti a piedi con una sola sosta. Cammina verso piazza Cavour e prosegui sulla Diga Foranea, il molo che chiude il primo bacino, fino alla scultura d’acciaio inox piantata in mezzo all’acqua: è The Life Electric di Daniel Libeskind, inaugurata il 2 ottobre 2015, 29 tonnellate, due sinusoidi che sono le iniziali di Alessandro Volta e insieme il disegno della tensione fra i due poli della pila. Non l’ha fatta lui: gliel’hanno costruita in memoria, quasi due secoli dopo.

Da lì gira le spalle all’acqua e alza gli occhi: sopra i tetti della città, sul crinale, c’è una torre bianca. Fra un’ora sei lassù. Il Tempio Voltiano — la rotonda di Federico Frigerio costruita fra il 1925 e il 1927, aperta il 15 luglio 1928, con gli strumenti originali di Volta dentro — chiede almeno quaranta minuti fatti bene: se non li hai, tienilo per la prossima volta senza sensi di colpa.

Sali: sette minuti, dal 1894

La stazione di partenza è in piazza De Gasperi, all’estremità est del lungolago. La funicolare Como-Brunate è stata inaugurata l’11 novembre 1894 e fa la corsa in sette minuti. Mettiti in piedi contro il vetro posteriore, non seduto: la scena che conta è dietro, ed è il lago che si allarga a strappi mentre sali, prima i tetti, poi la cupola del Duomo, poi tutto il primo bacino, poi il ramo di Como che si infila fra le montagne. Orari e frequenze stanno nella guida completa alla funicolare Como-Brunate.

Quando le porte si aprono l’aria è la prima cosa che noti: più asciutta, più ferma, e il rumore della città non c’è più.

Guarda: la terrazza del Faro, a 360 gradi

Dalla stazione alta al Faro ci sono circa 1,8 chilometri di strada con 200 metri di dislivello, sulla vecchia mulattiera per la località San Maurizio, fra le cancellate delle ville Liberty tirate su dopo il 1894. È una salita costante, non ripida: scarpe chiuse e acqua bastano.

In cima al Monte Tre Croci, a circa 900 metri di quota, c’è il Faro Voltiano, torre ottagonale di 29 metri progettata dall’ingegnere Gabriele Giussani e inaugurata l’8 settembre 1927 — nel 2027 sono cento anni, nello stesso anno del bicentenario della morte di Volta, celebrato dal programma 200VOLTeVOLTA. La terrazza esterna alla base della torre è sempre accessibile e gratuita, ed è il punto panoramico a 360 gradi più alto della zona: questa è la ragione per cui si sale.

Fai il giro d’orizzonte con calma, che sono cinque minuti ben spesi. Il ramo di Como del lago fra le pareti di roccia. Le Alpi Orobie e Lepontine a gradini fino al Monte Rosa. Poi lo stacco netto in cui la montagna finisce e comincia la Pianura Padana, e nei giorni chiari, in mezzo alla pianura, il punto d’oro della Madonnina del Duomo di Milano. Quando fa buio la lanterna gira bianca, rossa e verde, e si vede fino a 40 chilometri di distanza. Se il paese ti incuriosisce oltre il Faro, c’è il Faro Voltiano e San Maurizio.

Mangia: circa 200 metri più là

Dalla terrazza al nostro tavolo ci sono circa 200 metri. È il motivo per cui in mezza giornata questa cosa sta in piedi: non devi rientrare in paese per mangiare, giri l’angolo.

E c’è una coincidenza che vale la pena sapere mentre ti siedi: secondo il FAI, Alessandro Volta ha passato a Brunate i primi trenta mesi della sua vita, affidato a una balia. Il pranzo cade dove ha cominciato lui. La terrazza di MamaGina Brunate è aperta su 180 gradi di lago, e con poco tempo la scelta si fa corta e giusta: Spaghetti MamaGina, oppure la Lasagna MamaGina, e il Mega Tiramisù in due. Un’ora e mezza a tavola sta dentro il conto della mezza giornata.

Riscendi: e chiudi in città

La discesa è di nuovo sette minuti, ed è la metà migliore del viaggio: il lago non si allarga, ti viene incontro, e le luci di Como si accendono a scaglioni mentre scendi. Sull’ora esatta in cui conviene farla, dove guardare il tramonto a Brunate è la risposta breve; se scendi a notte fatta, la funicolare di sera racconta com’è.

Non prendere il treno subito. Dedica gli ultimi venti minuti alla città vecchia, dentro la cerchia medievale: piazza Duomo con la cattedrale, il Broletto a strisce di marmo bianco, grigio e rosso, i portici di via Vittorio Emanuele, e piazza Cavour aperta sull’acqua. Lì fermati, girati verso la montagna e alza la testa: sopra il profilo del paese c’è un punto di luce che gira, bianco, rosso, verde. Sei stato lì a pranzo. Mezza giornata, e ti resta una cosa che si ricorda.

L’itinerario di mezza giornata, passo per passo

Mezza giornata sul trittico voltiano: sette minuti di funicolare e la vista che gira a 360 gradi. Funicolare 7 minuti · salita a piedi 1,8 km con 200 m di dislivello · sosta in terrazza 30-45 minuti · dal Faro al ristorante circa 200 metri · discesa a piedi per la stessa strada · totale porta a porta dalla stazione bassa di Como: mezza giornata, senza correre.

Chi ha mezza giornata a Como di solito la spende in centro e non sa che a sette minuti di funicolare c’è il punto panoramico a 360 gradi più alto della zona. Questo itinerario è pensato per chi arriva a Como la mattina e riparte nel pomeriggio: una sola salita, una sola discesa, un pranzo in mezzo.

Ore 10.30 — la funicolare. Si parte dalla stazione bassa di Como e si sale a Brunate in 7 minuti. La linea è in servizio dall’11 novembre 1894 e fa da centotrent’anni lo stesso lavoro: portare la gente da un lungolago a un belvedere senza farle affrontare 200 metri di dislivello. Sedetevi sul lato destro nel senso della salita: è quello che guarda la città che si rimpicciolisce.

Ore 10.45 — la salita al Faro. Dalla stazione alta al Faro Voltiano ci sono circa 1,8 chilometri di strada asfaltata con 200 metri di dislivello, in salita costante; con bambini piccoli si va senza fretta. Non c’è nessun tratto esposto e non serve attrezzatura, solo scarpe chiuse. La strada passa fra le ville liberty di Brunate e poi si stringe fra i boschi verso la località San Maurizio.

Ore 11.30 — la terrazza. Il Faro Voltiano è una torre ottagonale di 29 metri inaugurata l’8 settembre 1927, progettata dall’ingegnere Gabriele Giussani per il primo centenario della morte di Alessandro Volta. La terrazza esterna alla sua base è ad accesso libero e gratuito, e da lì la vista è già completa: il ramo di Como del lago, le Alpi Orobie e Lepontine fino al Monte Rosa, la Pianura Padana e, nei giorni tersi, la Madonnina del Duomo di Milano. Mettete in conto tre quarti d’ora: il primo quarto d’ora serve solo a capire dove si sta guardando.

Ore 12.30 — il pranzo, a circa 200 metri. Dalla terrazza del Faro a MamaGina Brunate ci sono circa 200 metri, in discesa. È il punto di sosta più vicino al Faro che esista, e la nostra terrazza apre la vista sullo stesso lago su 180 gradi — la differenza è che qui ci si siede. A tavola gli Spaghetti MamaGina, la Lasagna MamaGina e, se il pomeriggio non ha fretta, il Mega Tiramisù, che nasce per essere diviso in due.

Ore 14.30 — la discesa. Si rientra alla stazione alta per la stessa strada, tutta in discesa, e in 7 minuti si è di nuovo sul lungolago di Como. Da lì, se restano due ore, la Diga Foranea con The Life Electric di Daniel Libeskind è a una passeggiata dal centro: chiude il trittico con la seconda delle tre opere, quella che sta sull’acqua.

Domande frequenti

È adatta ai bambini?

Sì. La funicolare del 1894 è la parte che li conquista: sette minuti con il lago che si allarga dietro il vetro. La mulattiera per San Maurizio è una salita costante di 200 metri su 1,8 chilometri: servono scarpe chiuse, non attrezzatura.

Qual è il momento migliore della giornata?

Salire a metà mattina e scendere quando la luce gira. La terrazza esterna alla base del Faro, sempre accessibile e gratuita, dà il meglio nell’ultima ora di luce; dopo il buio la lanterna gira bianca, rossa e verde, visibile fino a 40 chilometri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *